15.
Vince nella fiaba il folle che ragiona a
rovescio, capovolge le maschere, discerne
nella trama il filo segreto, nella melodia
l’inspiegabile gioco d’echi; che si muove
con estatica precisione nel labirinto di
formule, numeri, antifone, rituali comune ai
vangeli, alla fiaba, alla poesia. Crede costui,
come il santo, al cammino sulle acque, alle
mura traversate da uno spirito ardente.
Crede, come il poeta, alla parola: crea con
essa, ne trae concreti prodigi.

