×CREDITSBIBLIOGRAFIAFOTO ORIGINALI1. A una mia poesia2. …e invece3. Très nouble dame souveraine4. Rimani5. Ho così tanti sentimenti6. Cinquanta7. Experiment to me8. Su tutte la follia9. La rete non ha trattenuto nulla10. Forse pensi, viandante, che il Destino11. O arte sublime, in quante ore grigie12. Tutta la nostra corrispondenza13. Come melodia14. Ci sono gesti invece e parole15. Vince nella fiaba il folle16. Così poggiata sul tuo petto17. Non mi hai toccato ancora18. L’ultimo giorno di marzo19. Mi hai detto sulla piazza20. Nuovi impegni sfilacciano21. Non è perché un legame22. Vedi: ora è facile perdersi23. Se tu vieni, per esempio24. Non ricordo come fu25. Pensate che il passato26. Oh, che fatica già fin qui27. Non ti nascondo28. Ma capii presto che non c’era confronto29. Ancora ricolmi bosco e valle30. Ti affacci dalla luna tonda31. E c’è che vorrei il cielo elementare32. Ti affacci dalla luna lamellare33. Aqua enim est formalior34. L’isola di Pago35. Wie lieblich sind Deine Wohnungen36. Vorrei sapere se per te ora il tempo37. Se tu credi nel male sei perduto38. Ecco, ti dirò che mi spiace39. Se tutto dovesse andar bene40. Vorrei poter parlare41. Le sonorità flebili42. Concerto43. Paravento44. Sostare in cima45. Nelle moltitudini46. Eviterei noi due in digitale47. Ho una tua lettera48. I have a dream, a song to sing49. Vorrei, una sera, in giro per Milano50. Ecco il mio segreto

45.

NELLA MOLTITUDINE

Sono quella che sono.
Un caso inconcepibile
come ogni caso.
In fondo avrei potuto avere
altri antenati,
e così avrei preso il volo
da un altro nido,
così da sotto un altro tronco
sarei strisciata fuori in squame.
Nel guardaroba della natura
c'è un mucchio di costumi:
ragno, gabbiano, topo di campagna.
Ognuno va subito a pennello
ed è portato docilmente
finché si consuma.
Anch'io non ho scelto,
ma non mi lamento.
Potevo essere qualcuno
molto meno a parte.
Qualcuno d'un formicaio, banco, sciame ronzante,
una scheggia di paesaggio sbattuta dal vento.
Qualcuno molto meno fortunato,
allevato per farne una pelliccia,
per il pranzo della festa,
qualcosa che nuota sotto un vetrino
Un albero conficcato nella terra,
a cui si avvicina un incendio.
Un filo d'erba calpestato
dal corso di incomprensibili eventi.
Uno nato sotto una cattiva stella,
buona per altri.
E se nella gente destassi spavento,
o solo avversione,
o solo pietà?
Se al mondo fossi venuta
nella tribù sbagliata
e avessi tutte le strade precluse?
La sorte, finora,
mi è stata benigna.
Poteva non essermi dato
il ricordo dei momenti lieti.
Poteva essermi tolta
l'inclinazione a confrontare.
Potevo essere me stessa - ma senza stupore,
e ciò vorrebbe dire
qualcuno di totalmente diverso.

WISŁAWA

SZYMBORSKA

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