29.
ALLA LUNA
Ancora ricolmi bosco e valle
quieta, d’argenteo splendore,
ancora una volta sciogli infine
tutta l'anima mia.
Spandi su questa mia terra
pacificamente il tuo sguardo,
come l'occhio dell'amico
dolce sul mio destino. (…)
Mormora, fiume, lungo la valle,
senza tregua né pace,
scorri, sussurrando al mio
canto melodie!
quando nella notte invernale
ti rigonfi irato,
o gocci sullo splendore primaverile
di tenere gemme.
Beato chi dinanzi al mondo
si nasconde senz’odio,
stringendo al petto un amico
e con lui si gode
ciò che, ignorato dagli uomini
o non meditato,
per il labirinto del petto
vaga nella notte.

